Buona lettura… ma soprattutto buona riflessione.
Spaziare oltre il proprio corpo è un desiderio che custodisco nel profondo.
Essere libero da me stesso, espandermi senza confini, muovermi leggero come una libellula nell’aria.
E invece no.
Il mio corpo, in parte immobile, mi trattiene. Mi ancora. Mi limita.
Mi costringe a vivere una realtà diversa da quella che avevo immaginato, lontana da ciò che ero prima di quel giorno che ha cambiato tutto.
Un semplice tuffo. Un attimo. E la mia vita si è spezzata in due.
Da allora vivo in una prigione fatta di carne e silenzio.
Il cuore ha conosciuto la frattura, l’anima ha attraversato fiumi di dolore, e molti sogni si sono dissolti come nebbia al sole.
Eppure… non è finita lì.
Dentro questa tempesta, una fiamma ha continuato a resistere.
La mia mente è rimasta viva, lucida, instancabile.
Mi ha guidato in un viaggio inatteso, dentro me stesso.
Un viaggio difficile, ma straordinario.
È lì che ho incontrato un nuovo me.
È lì che ho iniziato a costruire un nuovo cammino.
Ho imparato a spaziare in un altro modo.
Non con il corpo, ma con il pensiero.
Non con i passi, ma con l’anima.
Ho scoperto nuove amicizie, nuovi interessi, nuove ragioni per andare avanti.
E, soprattutto, una nuova forma di amore per la vita.
Questo non è solo un pensiero.
È un promemoria. Per me. Per chiunque legga.
Non arrendersi mai.
Perché anche nella notte più buia, esiste sempre una luce.
E vale sempre la pena cercarla.
Perché il corpo può fermarsi… ma la mente può ancora spaziare all’infinito.
