Immagine copertina, esoscheletro

Quando la tecnologia restituisce la speranza

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A Brebbia la riabilitazione neurologica diventa robotica

Un passo concreto verso il futuro della neuroriabilitazione: alla Casa di Cura Kormed arriva Atalante X, l’esoscheletro che permette di camminare di nuovo in modo naturale e senza appoggi.

BREBBIA (VA) – La tecnologia più avanzata è quella che non si limita a stupire, ma che si mette al servizio della vita quotidiana, abbattendo barriere che sembravano insormontabili. È questo il senso profondo della novità che arriva dalla Casa di Cura Kormed (Fondazione Gaetano e Piera Borghi di Brebbia, parte del network sanitario Clariane Italia): l’inserimento, nella propria offerta terapeutica, di Atalante X.

Si tratta di un esoscheletro robotico di ultima generazione, un vero e proprio concentrato di ingegneria biomedica progettato per il recupero della deambulazione in pazienti colpiti da patologie neurologiche complesse. La notizia più importante per il territorio è che questo servizio non sarà riservato solo ai degenti, ma è da oggi disponibile anche in regime ambulatoriale per i pazienti in follow-up a lungo termine.

Oltre la passività: un robot che stimola il movimento

A differenza degli esoscheletri tradizionali a cui eravamo abituati, Atalante X porta con sé una rivoluzione concettuale. Il dispositivo è infatti dotato di un sistema di auto-bilanciamento dinamico. Significa, in parole semplici, che il paziente può eseguire i movimenti della camminata in modo fluido e naturale, muovendosi in tutte le direzioni dello spazio senza dover utilizzare supporti esterni come stampelle o deambulatori.

Ma il vero salto di qualità sta nel modo in cui il robot interagisce con il corpo. Le vecchie tecnologie assistive erano spesso “passive”: si sostituivano completamente alla funzione persa, muovendo le gambe al posto dell’utente. Atalante X, invece, ragiona al contrario. Dispone di un’assistenza personalizzabile (sia simmetrica che asimmetrica) progettata per promuovere il graduale aumento dello sforzo motorio del paziente.

Si parte da un aiuto robotico totale e, man mano che il sistema nervoso e i muscoli ricominciano a rispondere, l’intensità del contributo del robot si riduce progressivamente. Questo approccio attivo stimola la plasticità cerebrale e accelera sensibilmente il recupero funzionale. Una speranza concreta per chi affronta gli esiti di un ictus (emiplegia), lesioni del midollo spinale, sclerosi multipla, Parkinson o SLA.

La forza della mente e del corpo

L’efficacia clinica cammina di pari passo con un impatto psicologico straordinario. Chi vive l’esperienza di una patologia neurologica sa quanto sia dura la sfida contro la perdita di autonomia.

“Con Atalante X riusciamo a far fare ai pazienti movimenti molto vicini a una camminata reale, anche in totale assenza di autonomia nel passo,” spiega il Dott. Simone Lazzaro Lazzaretti, Responsabile della UO Riabilitazione Neurologica della struttura.

“Questo approccio permette di stare in piedi più a lungo e migliora equilibrio e movimenti. Ma c’è un aspetto altrettanto fondamentale dal punto di vista umano: la possibilità di ‘tornare a camminare’, seppur con un supporto, ha un effetto potente sulla motivazione e sull’energia con cui il paziente affronta l’intero percorso terapeutico.”

Progressi misurabili in tempo reale

Il protocollo inserito alla Kormed non lascia nulla al caso. Ogni percorso è strutturato su cicli di trattamento personalizzati, scanditi da valutazioni funzionali continue. Grazie a un sistema innovativo chiamato Wonder Touch, l’équipe medica e i fisioterapisti possono monitorare in tempo reale l’evoluzione di ogni singola seduta. Questo permette di misurare scientificamente ogni piccolo progresso e di adattare i parametri del robot passo dopo passo, ottimizzando i risultati.

Con l’adozione di Atalante X, la Casa di Cura Kormed si conferma un punto di riferimento assoluto per l’innovazione clinica sul territorio. Un investimento importante che dimostra come la robotica e l’intelligenza artificiale, quando guidate da una visione profondamente umana, possano davvero restituire autonomia, dignità e qualità della vita alle persone.

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